5 dicembre 2009 a Roma

Ginevra Tosoni racconta l’esperienza del volantinaggio del 31 ottobre a Roma
Ecco qui una bella foto dei ragazzi del gruppo romano.
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Come si è svolto : L’incontro si è svolto sabato 31 Ottobre a Largo Argentina, ci siamo dati appuntamento con gli altri ragazzi per le 15,30 per poi cominciare la distribuzione dei volantini alle ore 16,00. L’ incontro è stato divertente perchè nessuno di noi si conosceva di persona, tranne qualche chattata su facebook e commenti vari nei post delle pagine dedicate al No B Day.
Impressioni : Posso dire che le mie impressioni sono positive, è stata una giornata emozionante visto che era il primo giorno del volantinaggio collettivo e sapevamo che anche in tante altre città d’italia altri ragazzi stavano facendo la stessa cosa.
Episodio curioso : Di curioso e carino c è che quando siamo arrivati, eravamo li sparsi senza conoscerci e quindi ci guardavamo a vicenda cercando di capire o di captare il nostro colore viola che è il colore di questa manifestazione che stiamo preparando. Dopo circa un’ora è arrivata una giornalista della tv web www.pdcitv.it interessata in quello che stavamo facendo che ci ha intervistati.
La reazione della gente: La gente, considerata la zona del centro di Roma che stavamo presidiando, molti erano turisti, alcuni di essi però interessati ed incuriositi dal volantino che stavamo distribuendo. Non ci aspettavamo, visto che fin ad allora tutta l’iniziativa si era svolta sul web, che così tanti Romani fossero a conoscenza della manifestazione, diversi di loro incuriositi dalla nostra presenza, si fermavano e chiedevano informazioni, mentre altri hanno dimostrato il loro dissenso ignorandoci .
Il capo del Governo lancia la doppia sfida: “il premier deve essere eletto dal popolo“; subito dopo annuncia la riforma della costituzione che- egli aggiunge- “è superata nella pratica“. “E’ ora che la Costituzione formale sia aggiornata e messa al passo con la realtà del Paese“. Nel senso che egli già agisce spavaldamente contro la Costituzione formale, come capo di una Repubblica Presidenziale, delegittimando il Parlamento. Altro obiettivo è la riforma della Giustizia .
Subito dopo il Premier ha lanciato un ultimatum ai suoi alleati: “ Chi non ci sta, fuori dal PDL”, con il metodo “democratico” proprio dei despoti insofferenti di qualunque forma di dissenso. Gianni Letta è incaricato di verificare possibili convergenze con il PD sulla riforma. I segnali che vengono dalla opposizione del PD sono preoccupanti. Massimo D’Alema, anima nera del PD, ha dato la sua benedizione al segretario Pierluigi Bersani, auspicando “il confronto con la maggioranza”. Il dubbio atroce è che D’Alema sia già d’accordo con Berlusconi su ciò che bisogna riformare in materia di premierato e di giustizia. In cambio della carica , decisa da Silvio Berlusconi, di Ministro degli Esteri Europeo. Il dubbio nasce dal fatto che egli non ha detto una sola parola, nella intervista a Repubblica dell’8 novembre, sulla doppia sfida del Presidente del Consiglio alla Costituzione: presidente eletto dal popolo e un argine ai magistrati, colpevoli di voler attuare il principio che la legge è uguale per tutti.
La riforma costituzionale cui aspira il Presidente del Consiglio è un premierato assoluto che realizzi nel presidente del consiglio una concentrazione di poteri assai superiore a quella di cui dispongono tutti i capi di Stato e di governo dei paesi democratici, a cominciare dal Presidente degli Stati Uniti e dal primo ministro inglese. Giuliano Vassalli , nel convegno del novembre 2004 sulla Repubblica parlamentare alla Camera dei deputati, ha ricordato che il nome di Primo Ministro, proposto dalla vecchia maggioranza di centro destra, era stato introdotto nel nostro ordinamento con legge 24 dicembre 1925, n 2263, che fu considerata uno dei pilastri della cosiddetta costituzione fascista. Vassalli denunciò l’eccesso “sbalorditivo” dei poteri che venivano attribuiti nel 2005 al Presidente del Consiglio dei Ministri, fornito di un potere di ricatto nei confronti della Camera dei deputati, i cui membri erano sottoposti alla minaccia di scioglimento anticipato. Ed è la spada di Damocle dello scioglimento delle camere che agita anche oggi il Presidente del Consiglio per ricattare maggioranza ed opposizione. Il Presidenzialismo voluto dal popolo potrebbe sedurre la maggioranza degli italiani, frastornati dalla demagogia e dalla disinformazione. Essi si sentirebbero valorizzati nella scelta del Capo dello stato . Ma essi non devono dimenticare che sarebbe pericoloso dare il potere ad una sola persona. Se il primo ministro , con i poteri limitati che ha, ne combina di tutti i colori, con leggi ad personam e scandali di ogni genere, cosa farebbe senza il controllo di legittimità dei magistrati ordinari e contabili? E del Parlamento ?
L’ insegnamento di Aristotele è che “Quelli che stanno al governo sono soliti fare molte cose per dispetto o per favore”. Non si può disconoscere l’attualità di questa analisi, ricordando scandali e arbitri di certi governanti di oggi.
La nostra Costituzione oggi impedisce che il presidente del Consiglio possa fare quello che vuole. Noi ribadiamo la fedeltà alla democrazia parlamentare .
Quanto alla riforma sulla giustizia, c’è da temere il peggio. Anche per la disponibilità di una parte del PD al dialogo. I precedenti politici di Massimo D’Alema non tranquillizzano. Egli, come Presidente della commissione bicamerale, fece un tentativo di varare una forma di premierato forte. E di limitare le funzioni del CSM : con il progetto di legge costituzionale adottato dalla Commissione parlamentare per le riforme costituzionali (Commissione “D’Alema” della XIII legislatura, mai approvato), che prevedeva che il CSM fosse composto di una sezione per i giudici e di una sezione per i pubblici ministeri. Un preludio alla separazione delle carriere e alla subordinazione del PM al Ministro della Giustizia.
Il premier non esplicita il suo progetto in forma chiara. Ma noi sappiamo che l’indipendenza della magistratura, se fosse varata la riforma voluta dal presidente del Consiglio, sarebbe compromessa dallo svuotamento del potere del CSM : la selezione, nomina e carriera dei magistrati, sarebbero esercitate di fatto dal Ministro della Giustizia, attraverso un CSM governato da politici al servizio dell’esecutivo . Il Governo potrebbe nominare capi di uffici giudiziari a sua scelta, ed avere giudici subalterni al potere politico, come avveniva una volta, ai tempi delle stragi di piazza Fontana e di Portella delle Ginestre. Con la impunità dei responsabili delle stragi.
In conclusione, la riforma voluta dal Premier è un vero e proprio mostro fondato sulla logica perversa dello scambio tra i principi costituzionali e la sopravvivenza della maggioranza.
Per fare fronte alla emergenza democratica, serve una forte mobilitazione sociale. Il passaggio è critico e non permette tentennamenti di sorta. Tocca a tutti gli italiani, al di là delle loro appartenenze politiche , dire no al Presidente del Consiglio.
Ferdinando Imposimato

Blogs e Media
http://www.pisanotizie.it/index.php/news/news_20091104_no_b_day.html
http://blasterfox.blogspot.com/2009/11/no-berlusconi-day.html
http://www.meetup.com/The-Dublin-Beppe-Grillo-Meetup-Group/calendar/11752605/
http://www.generazioneblog.it/2009/11/02/nocavday-intervista-a-san-precario/
**************** e poi:
http://www.nuovasocieta.it/attualita/3035-sg.html
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Caso-Marrazzo-Di-Pietro-attacca-Test-anti-droga-per-tutti-i-politici_3946362396.html Parlando, invece, del rifiuto di Bersani di prendere parte al 'No Berlusconi Day' del 5 dicembre, Di Pietro sottolinea che "quella non e' una manifestazione di partito, e' organizzata dalla Rete e io ci vado. Bersani non viene? Se ne perde l'occasione ma non succede niente"
IN AGGIORNAMENTO CONTINUO ....
No Berlusconi Day ANDRIA BARLETTA TRANI
No Berlusconi Day ARCO DI TRENTO
No Berlusconi Day CASTELLI ROMANI
No Berlusconi Day FORLI' CESENA
No Berlusconi Day FORMIA MINTURNO GAETA
No Berlusconi Day FRIULI VENEZIA GIULIA
No Berlusconi Day REGGIO CALABRIA
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